Psicoterapia per la bassa autostima a Pieve del Grappa (Treviso), vicino a Bassano del Grappa (Vicenza) e online
“Non sono abbastanza.” “Gli altri sono migliori di me.” “Non merito di stare bene.” Questi pensieri ti accompagnano ogni giorno, condizionando le tue scelte, le tue relazioni, la tua vita.
Ti svaluti costantemente, minimizzi i tuoi successi (“È stato solo fortuna”), ingigantisci i tuoi errori (“Sono un fallimento totale”). Ti confronti sempre con gli altri e ne esci sempre perdente. Eviti opportunità perché pensi di non essere all’altezza. Nelle relazioni, ti accontenti di meno di quello che meriti perché credi di non valere abbastanza.
La bassa autostima non è solo “non piacersi”. È un modo profondo e radicato di vedere te stesso che influenza ogni aspetto della tua vita: il lavoro, le relazioni, il benessere emotivo, le scelte quotidiane.
La buona notizia è che l’autostima può cambiare. Non è un tratto fisso della personalità, ma qualcosa che si è costruito nel tempo e che può essere ricostruito attraverso un percorso di consapevolezza e crescita personale.
In questa guida ti spiego cos’è l’autostima, come si sviluppa, quando diventa un problema e soprattutto come può essere rafforzata attraverso la terapia.
Cos’è l’autostima
L’autostima è il valore che attribuiamo a noi stessi, un insieme di valutazioni che riguardano diversi aspetti della nostra identità:
- Le nostre capacità (sono intelligente? sono competente?)
- Il nostro aspetto fisico (mi piaccio? sono attraente?)
- Le nostre competenze professionali (sono bravo nel mio lavoro?)
- Le nostre qualità relazionali (sono un buon partner? un buon amico?)
- Il nostro valore come persone (merito di essere amato? di stare bene?)
Avere un’autostima equilibrata significa riconoscere i propri punti di forza e di debolezza senza svalutarsi né sopravvalutarsi. Significa avere un’immagine di sé realistica e flessibile, che può adattarsi alle esperienze senza crollare al primo fallimento.
Autostima vs Narcisismo
Attenzione: Un’autostima sana non è narcisismo.
Autostima sana: “Ho fatto un buon lavoro, sono soddisfatto” + “Ho sbagliato, posso migliorare”
Narcisismo: “Sono il migliore” + incapacità di tollerare critiche o fallimenti
L’autostima sana include autocritica costruttiva e capacità di riconoscere i propri limiti senza svalutarsi.
Come si sviluppa l’autostima
L’autostima si costruisce nel tempo attraverso l’interazione tra:
- Le nostre caratteristiche personali (temperamento, talenti, vulnerabilità)
- Il rapporto con le persone significative (genitori, insegnanti, amici, partner)
- Le esperienze di vita (successi, fallimenti, traumi, relazioni)
Infanzia: le fondamenta
Fin dall’infanzia, il modo in cui veniamo trattati dalle persone significative contribuisce alla costruzione dell’immagine di noi stessi:
Messaggi ricevuti dai genitori:
- “Sei intelligente” vs “Sei stupido”
- “Sei capace” vs “Non ce la farai mai”
- “Ti voglio bene per quello che sei” vs “Ti voglio bene solo se…”
- “I tuoi bisogni contano” vs “I tuoi bisogni sono un peso”
Esperienze nell’infanzia:
- Successi e insuccessi scolastici
- Relazioni con i coetanei (accettazione vs rifiuto)
- Esperienze di competenza vs esperienze di fallimento
- Confronti con fratelli o altri bambini
Queste esperienze plasmano progressivamente il senso di valore personale.
Adolescenza: il periodo critico
Durante l’adolescenza, con l’ampliarsi delle esperienze e delle relazioni, l’autostima può subire cambiamenti significativi:
- L’aspetto fisico diventa centrale
- Il confronto con i pari si intensifica
- Le prime esperienze sentimentali confermano o smentiscono il proprio valore
- I successi o fallimenti scolastici/sportivi influenzano l’autostima
È il periodo in cui l’autostima è più vulnerabile ma anche più modificabile.
Età adulta: consolidamento
Nell’età adulta, l’autostima tende a consolidarsi e viene messa in discussione solo da eventi particolarmente rilevanti:
- Successi o fallimenti professionali
- Relazioni significative (che confermano o smentiscono il proprio valore)
- Traumi o esperienze di rifiuto
- Percorsi di crescita personale (terapia, esperienze trasformative)
IMPORTANTE: Anche se l’autostima è consolidata in età adulta, questo non significa che sia adeguata alle tue reali capacità e caratteristiche. Molte persone vivono tutta la vita con un’autostima distorta (troppo bassa o troppo alta) senza mai metterla in discussione.
Bassa autostima: quando diventa un problema
È normale avere discrepanze nella propria autostima: ad esempio, puoi sentirti intelligente ma poco attraente, competente nel lavoro ma insicuro nelle relazioni, e così via.
Diventa un problema quando:
1. Ti percepisci carente in troppi ambiti
Non è solo un aspetto della tua vita che non ti piace, ma ti senti inadeguato in quasi tutto:
- “Non sono intelligente”
- “Non sono attraente”
- “Non sono capace nel lavoro”
- “Non sono un buon partner”
- “Non sono interessante”
- “Non merito di stare bene”
2. C’è forte insicurezza in un aspetto fondamentale
Anche se ti senti competente in altri ambiti, c’è un aspetto ritenuto fondamentale per te in cui ti senti profondamente inadeguato:
- Per chi considera l’intelligenza fondamentale: “Sono stupido” diventa invalidante
- Per chi dà valore all’aspetto fisico: “Sono brutto” diventa insopportabile
- Per chi si identifica col lavoro: “Non sono capace” diventa devastante
L’importanza di questi aspetti dipende da:
- Fattori culturali (cosa valorizza la società)
- Influenza familiare (cosa valorizzavano i tuoi genitori)
- Contesto sociale (cosa conta nel tuo gruppo)
- Valori personali (cosa conta davvero per te)
3. Interferisce con la vita quotidiana
La bassa autostima condiziona scelte e comportamenti:
- Eviti opportunità (lavoro, relazioni, esperienze) perché pensi di non essere all’altezza
- Ti accontenti di meno di quello che meriti
- Hai relazioni sbilanciate in cui dai molto e ricevi poco
- Non ti prendi cura di te perché pensi di non meritarlo
- Saboti i tuoi successi perché non credi di meritarli
I fattori che ostacolano l’autostima
Alcuni fattori possono ostacolare lo sviluppo di un’autostima sana:
Fattori accidentali
Eventi fuori dal nostro controllo che hanno influenzato il modo in cui ci vediamo:
- Difetti fisici (reali o percepiti) che hanno portato a rifiuto o prese in giro
- Problemi di salute che hanno limitato le esperienze
- Perdite affettive precoci (morte di un genitore, abbandono)
- Condizioni di svantaggio socioeconomico o culturale
- Esperienze traumatiche (abusi, incidenti, violenze)
Fattori interpersonali
Esperienze negative nelle relazioni che hanno formato l’immagine di sé:
Nell’infanzia:
- Genitori critici che svalutavano costantemente
- Genitori distanti emotivamente, poco presenti
- Genitori iperprotettivi che non hanno permesso di sperimentare competenza
- Confronti costanti con fratelli o altri bambini (“Tuo fratello sì che…”)
Nell’adolescenza e età adulta:
- Insuccessi scolastici ripetuti o umiliazioni pubbliche
- Rifiuti amorosi vissuti come conferme del proprio scarso valore
- Fallimenti professionali che hanno minato la fiducia
- Relazioni tossiche con partner svalutanti o abusivi
- Esclusione sociale o bullismo
Autostima e percezione della realtà
La nostra autostima influenza il modo in cui interpretiamo ciò che ci accade, spesso portandoci a distorcere la realtà.
L’esperimento della smorfia
Immagina di camminare per strada e incrociare una persona che, avvicinandosi, fa una smorfia mentre ti guarda. Qual è la tua prima reazione?
Se hai bassa autostima, pensi:
- “Prova disgusto per me”
- “Ho qualcosa che non va”
- “Sono ridicolo”
Se hai autostima equilibrata, pensi:
- “Avrà un problema suo”
- “Forse ha visto qualcosa dietro di me”
- “Magari ha un tic nervoso”
La verità? Non hai abbastanza informazioni per saperlo. Eppure, tendiamo a trarre conclusioni anche con pochi elementi a disposizione.
Il circolo vizioso
Bassa autostima → Interpreti eventi neutri come conferme del tuo scarso valore → Ti senti peggio → Bassa autostima si rafforza
Questo meccanismo di interpretazione conferma e rafforza l’immagine negativa che hai di te stesso, influenzando il tuo benessere emotivo.
Esempi concreti:
Al lavoro:
- Collega non ti saluta → “Mi odia” (invece di “È distratto”)
- Capo critica un progetto → “Sono un incapace” (invece di “Posso migliorare questo aspetto”)
Nelle relazioni:
- Partner silenzioso → “Non gli interesso più” (invece di “È stanco”)
- Amico rifiuta un invito → “Non mi vuole più vedere” (invece di “È impegnato”)
Le conseguenze della bassa autostima
La bassa autostima non è solo un “problema di come ti vedi”, ma ha conseguenze concrete sulla vita:
Sul piano emotivo
- Ansia costante (“Non ce la farò”, “Mi giudicheranno”)
- Depressione (senso di inutilità, mancanza di speranza)
- Vergogna profonda (“C’è qualcosa di sbagliato in me”)
- Invidia verso chi sembra più capace/attraente/di successo
Sul piano relazionale
- Relazioni sbilanciate – dai molto più di quanto ricevi
- Dipendenza affettiva – hai bisogno costante di conferme
- Difficoltà ad esprimere bisogni – pensi di non meritare
- Paura del rifiuto – eviti di avvicinarti alle persone
- Gelosia eccessiva – pensi che il partner ti lascerà per qualcuno “migliore”
Sul piano professionale
- Eviti opportunità (candidature, promozioni, progetti)
- Sindrome dell’impostore – pensi di non meritare i tuoi successi
- Perfezionismo paralizzante – non ti senti mai abbastanza preparato
- Difficoltà a dire di no – paura di deludere
Sul piano del benessere
- Trascuri la cura di te (alimentazione, esercizio, riposo)
- Non investi su te stesso (formazione, hobby, esperienze)
- Toleri situazioni dannose (lavori tossici, relazioni abusive)
- Abuso di sostanze o comportamenti autodistruttivi
Come migliorare l’autostima
L’autostima non è immutabile: può essere rafforzata attraverso un percorso di consapevolezza e crescita personale.
IMPORTANTE: Non si tratta di diventare arroganti o narcisisti, ma di sviluppare un’immagine di sé realistica e positiva che riconosce sia i punti di forza che i limiti.
Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT)
La CBT aiuta a identificare e modificare i pensieri negativi automatici su di sé:
Lavoro cognitivo:
- Identificare i pensieri distorsivi (“Sono un fallimento totale”)
- Metterli in discussione con prove concrete
- Sostituirli con pensieri più realistici (“Ho fatto degli errori, ma anche dei successi”)
Lavoro comportamentale:
- Esposizione graduale a situazioni evitate per paura del giudizio
- Esperimenti comportamentali per verificare le proprie paure
- Attività di padronanza per sperimentare competenza
Schema Therapy
La Schema Therapy è particolarmente utile quando la bassa autostima ha radici profonde, legate a esperienze precoci:
Schemi comuni nella bassa autostima:
Schema di Inadeguatezza/Vergogna: “Sono difettoso, non sono abbastanza”
Schema di Fallimento: “Fallirò sempre, non sono capace”
Schema di Deprivazione Emotiva: “I miei bisogni non contano”
Schema di Sottomissione: “Devo sempre accontentare gli altri”
La Schema Therapy lavora su questi schemi attraverso:
- Rielaborare ricordi dolorosi dell’infanzia
- Dialoghi tra le diverse parti di te
- Costruire nella relazione terapeutica ciò che è mancato
EMDR
L’EMDR è efficace quando la bassa autostima è legata a eventi traumatici che hanno influenzato la percezione di sé:
- Umiliazioni pubbliche (a scuola, al lavoro)
- Esperienze di rifiuto dolorose
- Fallimenti vissuti come catastrofici
- Abusi (fisici, sessuali, emotivi)
- Prese in giro o bullismo ripetuto
Attraverso l’EMDR, questi ricordi vengono rielaborati e perdono il potere di condizionare l’immagine di sé nel presente.
IL PERCORSO VERSO UN’AUTOSTIMA SANA
Lavorare sulla propria autostima significa:
Riconoscere il proprio valore – non sei ciò che pensi di essere, sei molto di più
Accettare i propri limiti – senza svalutarsi (“Non sono bravo in tutto, e va bene così”)
Sviluppare sicurezza nelle proprie capacità – attraverso esperienze di competenza
Smettere di confrontarsi costantemente – il confronto è sempre parziale e distorto
Imparare a trattarsi con gentilezza – come tratteresti un amico caro
Costruire relazioni sane – con persone che ti valorizzano davvero
Un percorso che può portare a una vita più serena e soddisfacente.
É possibile cambiare
Sì, l’autostima può cambiare. Anche se ti senti inadeguato da sempre, anche se non ricordi un momento in cui ti sei sentito “abbastanza”.
L’autostima si è costruita nel tempo, attraverso esperienze e messaggi ricevuti. E può essere ricostruita, con pazienza e il giusto supporto.
Nel mio studio a Pieve del Grappa, vicino a Bassano del Grappa e Asolo, lavoro con persone che soffrono di bassa autostima utilizzando Terapia Cognitivo-Comportamentale, Schema Therapy ed EMDR. Offro anche la possibilità di seguire la terapia online.
Se ti riconosci in queste parole e senti che la bassa autostima sta condizionando la tua vita, puoi contattarmi compilando il modulo nella pagina contatti.
Meriti di riconoscere il tuo valore. E questo è un buon punto da cui partire.



