Psicoterapia per il trattamento del Lutto e della perdita a Pieve del Grappa (Treviso), vicino a Bassano del Grappa (Vicenza) e online
Il dolore della perdita lascia un vuoto che sembra impossibile da colmare. Un vuoto fisico, emotivo, esistenziale. Dove prima c’era una persona, una relazione, un progetto di vita, ora c’è solo assenza.
Ti svegli e per un attimo dimentichi. Poi ricordi, e il dolore ti travolge di nuovo. Le giornate sembrano vuote, i luoghi pieni di ricordi fanno male, il futuro che avevi immaginato non esiste più.
La terapia non cancella il dolore. Sarebbe impossibile e nemmeno desiderabile. Ma può aiutarti ad attraversarlo, a dargli un senso, a integrare la perdita nella tua storia in modo che smetta di bloccarti.
Non solo la morte
Quando parliamo di lutto, pensiamo subito alla morte di una persona cara. Ma il dolore per una perdita può riguardare molte altre situazioni: la fine di una relazione, la perdita del lavoro, un aborto spontaneo, una diagnosi di malattia cronica, un progetto di vita che non si realizzerà, i figli che crescono e se ne vanno.
Ogni volta che qualcosa a cui tenevamo profondamente viene meno, può emergere un senso di vuoto, disorientamento, smarrimento. Il dolore non ha bisogno di essere “giustificato” da un lutto in senso stretto per essere reale e profondo.
Come si vive il lutto
Non esiste un modo standard di vivere il lutto. Le reazioni variano enormemente da persona a persona, e tutte sono legittime.
Il dolore emotivo può prendere forme diverse e contraddittorie. Tristezza profonda, rabbia verso chi è andato via, senso di colpa per quello che avresti potuto fare, paura del futuro. A volte sollievo, seguito immediatamente da vergogna per provare sollievo. A volte un intorpidimento totale, come se fossi congelato dentro e non riuscissi a sentire niente.
Il lutto si manifesta anche nel corpo. Una stanchezza che rende faticoso anche alzarsi dal letto. Disturbi del sonno. Dolori fisici al petto, allo stomaco, alla testa. Il corpo porta il peso di quello che la mente fatica a elaborare.
E poi ci sono i comportamenti che cambiano. Ti isoli perché non hai la forza di vedere nessuno. Oppure riempi ogni momento di attività per non pensare. Eviti i luoghi che ricordano la perdita. O al contrario li cerchi, tieni vicini gli oggetti della persona che non c’è più, come per mantenere un legame.
Tutto questo è normale. Fa parte del processo.
Le “fasi” del lutto: un mito da sfatare
Molti conoscono il modello delle cinque fasi del lutto: negazione, rabbia, contrattazione, depressione, accettazione. È uno dei modelli più citati nella cultura popolare, ma anche uno dei più fraintesi.
Queste fasi non sono lineari. Non si procede dalla prima all’ultima in ordine. Non sono universali: non tutti le attraversano tutte. E non sono una ricetta da completare per stare meglio.
La realtà è che le emozioni del lutto si alternano, si intrecciano, vanno e vengono. È normale sentirsi meglio per qualche giorno e poi crollare di nuovo. È normale che alcuni giorni siano peggiori di altri senza motivo apparente. È normale non riconoscersi in nessuno schema.
Non esiste un modo “giusto” di affrontare una perdita. Non esiste una timeline. Il lutto ha i suoi tempi, e quei tempi dipendono dalla tua storia personale, dal tipo di legame che hai perso, dalle circostanze della perdita, dal supporto che hai intorno.
Quando il dolore si blocca
Per la maggior parte delle persone, il dolore del lutto si attenua gradualmente con il tempo. Non scompare, ma diventa più tollerabile. Permette di tornare a vivere.
Ma in alcuni casi, il dolore si blocca. Mesi o anni dopo la perdita, è ancora acuto come il primo giorno. Non riesci a pensare ad altro. La vita si è fermata a quel momento.
Il lutto complicato può manifestarsi in modi diversi. Un evitamento persistente: non riesci a parlarne, a guardare foto, a tornare in certi luoghi. Una negazione prolungata: vivi come se non fosse successo. Un senso di colpa che non si placa: “è colpa mia”, “non merito di essere felice”. Una rabbia cronica verso te stesso, verso gli altri, verso la vita. Un isolamento che si cronicizza. Difficoltà a riprendere la quotidianità.
Alcuni fattori rendono il lutto più a rischio di complicarsi. Una morte improvvisa o traumatica. Una morte violenta. Una relazione ambivalente con la persona perduta, dove amore e rabbia erano intrecciati. Lutti multipli ravvicinati. Lutti precedenti mai elaborati. Mancanza di supporto sociale.
Quando il dolore blocca la vita, la terapia può offrire lo spazio protetto di cui hai bisogno per dare voce a ciò che si è rotto dentro.
Come si lavora con il lutto in terapia
La psicoterapia del lutto non ha lo scopo di farti “superare” la perdita. L’obiettivo è aiutarti ad attraversarla, a integrare ciò che è successo nella tua storia, a ritrovare un rapporto con la vita che includa la perdita senza esserne schiacciato.
Accogliere le emozioni, tutte. Il primo passo è creare uno spazio in cui le emozioni possano emergere senza giudizio. Anche quelle più scomode: la rabbia verso chi è morto, il sollievo in certe circostanze, l’ambivalenza. Nel lutto, le emozioni sono spesso contraddittorie, e questa contraddizione spaventa. In terapia impari che tutte le emozioni sono legittime, anche quelle che ti fanno sentire in colpa.
Esplorare il significato della perdita. Cosa hai perso davvero? Spesso è più della persona fisica. È la sicurezza, un’idea del futuro, un ruolo, una parte di te stesso. Capire cosa rappresentava quel legame aiuta a capire cosa manca e di cosa hai bisogno adesso.
Dare forma al dolore. A volte il dolore è talmente grande che non ha parole. In terapia si possono usare strade diverse per dargli forma: raccontare, scrivere lettere alla persona perduta, creare rituali personali di ricordo. Non è sentimentalismo. È trovare un contenitore per qualcosa che altrimenti resta caotico e travolgente.
Elaborare gli aspetti traumatici. Quando la perdita è stata traumatica (morte violenta, improvvisa, assistita), il dolore si intreccia con immagini intrusive, flashback, incubi. In questi casi l’EMDR può aiutare a elaborare i ricordi traumatici, separando il dolore della perdita dal trauma dell’evento.
Lavorare sugli schemi attivati dalla perdita. Questo è un aspetto che spesso viene trascurato. La perdita non è mai solo ciò che accade nel presente. Può riattivare ferite antiche e confermare credenze profonde: “le persone che amo mi lasceranno sempre” (schema di Abbandono), “nessuno si prenderà cura di me” (schema di Deprivazione Emotiva), “succederanno cose terribili” (schema di Vulnerabilità). Quando il dolore del lutto è amplificato da questi schemi, il lutto fisiologico rischia di diventare complicato. La Schema Therapy lavora proprio su questo: riconoscere cosa appartiene alla perdita attuale e cosa viene dal passato, per evitare che il lutto confermi convinzioni che ti bloccano.
Ritrovare un senso di continuità. Elaborare il lutto non significa dimenticare. Significa trasformare il legame con chi non c’è più in qualcosa di interno, che ti accompagna senza impedirti di vivere. Significa ricostruire un senso del futuro. Significa riconnetterti alla vita, in modi nuovi, rispettando la tua storia.
Cosa non aiuta sentirsi dire
Chi ti sta intorno spesso non sa cosa dire. E nel tentativo di consolarti, può dire cose che fanno più male che bene. “Devi andare avanti.” “È in un posto migliore.” “Almeno hai avuto…” “Devi essere forte.”
Queste frasi nascono dalla buona fede, ma minimizzano il dolore o impongono una timeline che non esiste. Quello che aiuta di più è molto più semplice: esserci, senza pretendere di capire. Dire “sono qui” pesa più di qualsiasi consiglio.
Come posso aiutarti
Nel mio studio a Pieve del Grappa, vicino a Bassano del Grappa e Asolo, lavoro con persone che stanno attraversando un lutto o una perdita significativa.
Utilizzo l’EMDR quando la perdita è stata traumatica e ci sono ricordi da elaborare. La Schema Therapy quando la perdita ha attivato schemi profondi di abbandono, vulnerabilità o deprivazione emotiva. La Terapia Cognitivo-Comportamentale per lavorare su pensieri e comportamenti che mantengono bloccato il processo di elaborazione. Offro anche la possibilità di seguire la terapia online.
Il dolore della perdita non scompare, ma può trasformarsi. Se senti che una perdita ti ha bloccato, puoi contattarmi dalla pagina contatti.


