Chi prende il controllo? Scopri i Mode e impara a gestirli con la Schema Therapy

Tre cubetti rappresentano i diversi mode nella Schema Therapy

Percorsi di Schema Therapy a Pieve del Grappa (Treviso), vicino a Bassano del Grappa (Vicenza) e online.

I mode in Schema Therapy: cosa sono e come riconoscerli

Stai discutendo con il tuo partner. Ti ha fatto un’osservazione che, razionalmente, sai essere ragionevole. Ma qualcosa dentro di te si è già attivato. Senti un nodo alla gola, una rabbia improvvisa, oppure un impulso a chiuderti e non rispondere più. Sai che stai reagendo in modo sproporzionato. Ma non riesci a fermarti.

Quello che sta succedendo, in termini di Schema Therapy, è un cambio di mode: una parte di te ha preso il comando. Non è la parte che ragiona, che valuta, che sceglie. È una parte più antica, più emotiva, che risponde a regole vecchie.

I mode sono questo: stati emotivi, mentali e comportamentali che si attivano in risposta a situazioni specifiche. Non sono “personalità multiple” e non sono patologia. Sono un aspetto normale del funzionamento psicologico. Tutti li abbiamo. Il problema nasce quando certi mode si attivano troppo spesso, troppo intensamente, o nei momenti sbagliati.

Le parti che tutti abbiamo

La Schema Therapy identifica diverse categorie di mode. Non serve memorizzarle tutte: l’importante è cominciare a riconoscere quelle che si attivano più spesso nella tua vita.

I mode bambino

Sono le parti che portano le emozioni più profonde, spesso legate a esperienze dell’infanzia.

Il Bambino Vulnerabile è la parte che si sente sola, inadeguata, spaventata o non amata. Si attiva quando qualcosa nel presente tocca una ferita antica. L’osservazione del partner diventa “non ti importa di me”. La critica del capo diventa “non valgo niente”. La reazione è sproporzionata perché non stai rispondendo solo a quello che è successo adesso, ma a tutto quello che quella situazione risveglia.

Il Bambino Arrabbiato è la parte che si ribella. Quando i bisogni sono stati ignorati troppo a lungo, questa parte esplode: con rabbia, con risentimento, a volte con aggressività. È la rabbia del bambino che non è stato ascoltato e che ora pretende di esserlo.

Il Bambino Felice è la parte che emerge quando ti senti al sicuro, accolto, libero di essere te stesso. È la parte che gioca, che si diverte, che prova gioia senza secondi fini. In molte persone che arrivano in terapia, questa parte è rimasta in silenzio per anni.

I mode critici

Sono le voci interiori che giudicano, puniscono, pretendono.

Il Critico Punitivo è la voce che ti dice che sbagli, che non sei abbastanza, che meriti di stare male. Non è la tua voce: è spesso l’eco di messaggi ricevuti nell’infanzia, interiorizzati e diventati automatici. “Sei un fallimento.” “Non dovresti sentirti così.” “Gli altri ce la fanno, tu no.”

Il Critico Esigente è la voce che alza sempre l’asticella. Niente è mai sufficiente. Devi fare di più, meglio, prima. È quella parte che trasforma ogni risultato in “sì, ma potevi fare meglio”. Dall’esterno può sembrare ambizione. Dentro, è una trappola che non ti lascia mai in pace.

I mode di coping

Sono le strategie che hai sviluppato per proteggerti dalla sofferenza. Da bambino funzionavano. Da adulto, spesso ti limitano.

L’Evitamento ti disconnette dalle emozioni. Razionalizzi tutto, minimizzi, fai finta che non ti tocchi. È la parte che dice “non mi importa” quando invece importa eccome. Ti protegge dal dolore, ma ti taglia fuori anche dalla gioia, dall’intimità, dalla possibilità di essere davvero visto.

La Resa è la parte che si adegua. Accetti tutto, non protesti, metti gli altri prima di te sempre. Lo fai perché da piccolo era il modo più sicuro per mantenere le relazioni. Da adulto, significa perdere te stesso.

L’Ipercompensatore è la parte che reagisce all’opposto della ferita. Ti senti inadeguato? Allora devi essere perfetto. Ti senti debole? Allora devi controllare tutto. È una strategia che può portare successo esterno, ma che nasconde una fragilità che non riesci a mostrare.

I mode sani

Il Adulto Sano è la parte di te che riesce a guardare le cose con equilibrio. Riconosce le emozioni del Bambino Vulnerabile senza farsi travolgere. Mette a tacere il Critico quando esagera. Sceglie come rispondere invece di reagire. Non è una parte “perfetta”: è una parte flessibile, capace di prendersi cura delle altre.

In terapia, uno degli obiettivi principali è proprio rafforzare l’Adulto Sano perché possa guidare le risposte al posto dei mode automatici.

Come si riconoscono i mode nella vita quotidiana

I mode non si presentano con un cartellino. Ma lasciano segnali.

Reazioni sproporzionate. Se qualcosa di piccolo scatena un’emozione enorme, probabilmente si è attivato un mode bambino. Non stai reagendo solo al presente.

Voci interiori ricorrenti. Se ti sorprendi a ripetere “non sono capace”, “devo fare di più”, “non dovrei sentirmi così”, stai ascoltando un mode critico.

Schemi che si ripetono. Se nelle relazioni finisci sempre nella stessa dinamica, se al lavoro ti saboti sempre allo stesso punto, se le emozioni le gestisci sempre nello stesso modo (chiudendoti, esplodendo, compiacendo), sono i mode di coping in azione.

Disconnessione emotiva. Se ti senti “anestetizzato”, se fai fatica a provare emozioni, se gli altri ti dicono che sembri distante, il Protettore Distaccato è probabilmente molto attivo.

Riconoscere queste dinamiche è già un passo significativo. Non perché cambi tutto da un giorno all’altro, ma perché cominci a vedere che tra lo stimolo e la reazione c’è uno spazio. Ed è in quello spazio che puoi iniziare a scegliere.

Come si lavora con i mode in terapia

La parte più distintiva della Schema Therapy è che non ti limiti a parlare dei mode. Li incontri.

Una delle tecniche centrali è il lavoro con le sedie: un lavoro esperienziale in cui dai voce alle diverse parti di te, letteralmente. Il terapeuta ti guida in un dialogo tra i tuoi mode. Puoi parlare dal Bambino Vulnerabile e ascoltare cosa ha bisogno di dire. Puoi rispondere al Critico Punitivo con la voce dell’Adulto Sano. Puoi scoprire che il mode di coping sta cercando di aiutarti, e trovare modi diversi di proteggerti.

Non è un esercizio intellettuale. È un’esperienza emotiva. E proprio per questo funziona: le parti profonde non cambiano con le spiegazioni razionali. Cambiano quando vengono ascoltate, riconosciute e accolte in modo diverso.

Un’altra tecnica è il lavoro con le immagini: attraverso l’immaginazione guidata, puoi rivisitare momenti del passato in cui certi mode si sono formati e “riscriverne” l’esperienza emotiva. Non cambia i fatti, ma cambia il significato che quei fatti hanno per te oggi.

Il lavoro sui mode non è rapido e non è sempre confortevole. Ma è trasformativo, perché va alla radice del modo in cui funzioni, non solo ai sintomi.

Perché conoscere i tuoi mode ti aiuta

Capire i mode non è un esercizio teorico. È uno strumento pratico che ti permette di vivere con maggiore consapevolezza.

Quando riconosci che il Critico Punitivo si è attivato, puoi scegliere di non ascoltarlo. Quando senti il Bambino Vulnerabile emergere, puoi accoglierlo invece di soffocarlo. Quando noti l’Evitamento in azione, puoi decidere di restare presente anche se fa paura.

Non si tratta di eliminare le parti “negative”. Ogni mode ha avuto una funzione. Si tratta di non lasciarle guidare la tua vita in automatico.

Se ti riconosci in queste dinamiche

Nel mio studio a Pieve del Grappa, vicino a Bassano del Grappa e Asolo, lavoro con la Schema Therapy e il lavoro sui mode è una parte centrale del percorso. Offro anche la possibilità di seguire la terapia online.

Se vuoi capire meglio come funzionano le tue parti e imparare a gestirle, puoi contattarmi dalla pagina contatti.

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